Il Patto di collaborazione cresce: FARE rinnova il proprio impegno per la cura condivisa del Palazzo del Capitano del Perdono
La cura dei beni comuni nasce dalla collaborazione tra istituzioni, associazioni e comunità. È questo il principio che continua a guidare il Patto di collaborazione per il Palazzo del Capitano del Perdono, sottoscritto nel 2024 da Comune di Assisi, Associazione Priori del Piatto di Sant’Antonio Abate e FARE Cooperativa Sociale, con l’obiettivo di valorizzare e gestire in maniera condivisa uno spazio di grande valore storico, culturale e sociale.
Nella giornata di ieri, 3 agosto 2026, il Patto si è ampliato con la firma di un addendum che vede l’ingresso di Vie e Cammini di Francesco, associazione fondata dai Ministeri del Turismo e della Cultura e le Regioni Umbria, Lazio, Toscana, Emilia-Romagna e Abruzzo allo scopo di armonizzare l’esperienza dei diversi percorsi esistenti riferiti alla figura del Santo.
La firma è stata apposta da Valter Stoppini, sindaco di Assisi, Davide Rondoni, presidente del Comitato nazionale per le celebrazioni dell’ottavo centenario francescano e dell’associazione Vie e Cammini di Francesco, Pietro Ronca, presidente dell’associazione Priori del Piatto di Sant’Antonio Abate e Roberta Rosati di FARE società cooperativa sociale, alla presenza di Veronica Cavallucci, vicesindaco con delega alle associazioni. È intervenuta anche la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti.
Con la adesione al Patto di collaborazione l’Associazione collaborerà con il Comune, la cooperativa Fare e l’Associazione Priori del Piatto di Sant’Antonio Abate per rafforzare l’attività già in essere finalizzata alla valorizzazione, alla fruibilità e conoscenza del Palazzo del Capitano del Perdono, in particolare, come esplicitato nell’addendum:
- l’attivazione di un punto di accoglienza ed informazione del Cammino presso il Palazzo del Capitano del Perdono;
- rilascio della credenziale del pellegrino e di altri documenti legati al cammino;
- visibilità nazionale e internazionale attraverso l’inserimento del Palazzo del Capitano del Perdono sui propri canali di comunicazione e nella rete dei punti di accoglienza e nei luoghi della cultura del cammino interregionale, valorizzando le attività in esso in corso;
- iniziative ed eventi di comunicazione volti ad aumentare i flussi di pellegrini e di cittadini verso il summenzionato Palazzo e miranti a promuovere il welfare culturale e il benessere psicofisico dei cittadini;
«Siamo assolutamente felici di questo nuovo e prestigioso ingresso nel Patto», afferma la presidente di FARE, Roberta Rosati. «L’ingresso di Vie e Cammini di Francesco si inserisce in modo naturale nella visione che accompagna il progetto del Palazzo. La cultura del cammino e del pellegrinaggio interpreta perfettamente i valori che vogliamo promuovere: un modo sostenibile di vivere il territorio, rispettoso dell’ambiente e della natura. Prendersi cura insieme di questo luogo significa creare nuove occasioni di incontro e costruire, passo dopo passo, una comunità sempre più partecipe.»
I camminatori e i pellegrini sperimentano infatti un modo autentico e sostenibile di conoscere il territorio: un’esperienza che privilegia tempi lenti, il rispetto dell’ambiente, la valorizzazione del paesaggio e delle comunità locali, promuovendo un turismo attento alle persone e alla natura. Camminare significa osservare, ascoltare e prendersi cura dei luoghi attraversati, instaurando con essi una relazione più consapevole e responsabile.
Sono valori che dialogano profondamente anche con BONUM, il percorso esperienziale ospitato all’interno del Palazzo del Capitano del Perdono e promosso da FARE. Partendo dalla tradizione del Piatto di Sant’Antonio Abate, BONUM invita a riflettere sul concetto di bene comune, sulla sostenibilità ambientale e sociale, sulla cura reciproca e sul rapporto tra persone, territorio e comunità. La presenza dell’Infopoint del Cammino di Francesco arricchisce quindi un luogo che già oggi racconta come tradizione, cultura e partecipazione possano diventare strumenti per costruire un futuro più sostenibile.
L’ampliamento della rete conferma come il Patto di collaborazione non sia soltanto uno strumento amministrativo, ma un processo aperto e in continua evoluzione, capace di generare nuove collaborazioni, nuovi servizi e nuove opportunità per il territorio. Un modello concreto di amministrazione condivisa in cui la cura dei beni comuni diventa responsabilità collettiva e occasione di crescita per tutta la comunità.








